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Che cosa succederà al telefono fisso: quattro libri in cui è protagonista

Quanti ricordi legati al telefono fisso, vero? Certo, per le nuove generazioni potrebbe non sempre essere così, soprattutto per i ragazzi nati negli anni duemila (alcuni di loro sono già maggiorenni), ma per chi abbia già qualche capello bianco in testa l’effetto nostalgia è innegabile.

Con l’arrivo degli smartphone, poi, i ragazzi più giovani hanno un’alternativa al telefono fisso, ma per chi volesse continuare ad utilizzarne uno c’è una buona notizia: comparatori come www.chetariffa.it raccolgono promozioni sulla linea fissa di Fastweb e non solo! Al costo di pochi euro si potrà tenere in casa non solo uno strumento utile, ma anche sempre più raro.

Così come nelle nostre case, anche nei libri il telefono ha talvolta assunto un ruolo da protagonista. Vediamo ora quattro libri in cui è al centro della scena (e se vi venisse voglia di leggerli, li trovate su ibs!)

Quattro libri con un telefono fisso protagonista

La concessione del telefono – Andrea Camilleri

Partiamo da subito con un romanzo del famoso scrittore Andrea Camilleri, noto per la sua collana dedicata al commissario Montalbano. La storia presente in questo libro si svolge nella Sicilia di fine Ottocento tra Palermo, Montelusa e Vigata. Filippo Genuardi, piccolo commerciante di legnami, richiede al prefetto Vittorio Marascianno l’installazione di una linea telefonica tra il suo magazzino e l’abitazione del suocero, per motivi che, durante la trama, si riveleranno completamente diversi da quanto premesso all’inizio. Camilleri all’interno del romanzo alterna due forme di scrittura, che chiama “cose scritte” e “cose dette”, utili a fornire una cifra stilistica e per contestualizzare meglio quanto detto all’interno del racconto.

Favole al telefono – Gianni Rodari

In questo ciclo di racconti per bambini, scritto dal famoso favoliere Gianni Rodari, il telefono è lo strumento utilizzato dal protagonista. Al centro del libro ci sono un rappresentante farmaceutico in giro per l’Italia e la sua figlioletta. Il primo, condannato ad un settimanale pendolarismo interrotto soltanto la domenica, ogni sera alle nove in punto raccontava una favola al telefono alla figlioletta, che non riusciva a dormire. Così, una sera dopo l’altra, si alternano le 70 favole contenute nel libro, passando dalle due cornette agli estremi della linea.

L’amore ai tempi del telefono fisso – Gianluca Morozzi

Il racconto parte immedesimandosi nella vita di un adolescente negli anni ’80, e del suo rapporto con questo strumento di comunicazione. Il telefono ai tempi era un mezzo incognito, perché per trovare il coraggio di telefonare alla ragazza di suo interesse, questo giovane doveva esporsi volontariamente al rischio di dover rispondere a chiunque dall’altro lato della cornetta: la nonna sorda, il padre severo, il fratellino scemo, o peggio ancora la madre giovanile dalla voce molto simile a quella della figlia. Partendo da qui viene a galla una narrazione di quelli che sono stati i vari stadi della comunicazione da quegli anni fino al presente, e di come i mezzi utilizzati abbiano plasmato i linguaggi e le dinamiche dei loro tempi.

Ti telefono a Katmandu. La storia di Elizabeth Hawley – Bernadette McDonald

Tutti gli alpinisti che sono passati da Katmandu, in viaggio verso le grandi cime dell’Himalaya, conoscono di nome o di persona Elizabeth Hawley, un’eccentrica signora americana che da ormai più di mezzo secolo vive nella città e cataloga con perizia tutte le notizie relative alle scalate himalayane, interrogando e contro-interrogando i protagonisti per registrarne e trasmetterne dei dati quanto più scrupolosamente possibile. Elizabeth Hawley, dopo tutti questi anni di onorato servizio, è un archivio vivente. Il suo rapporto con il telefono, per ovvi limiti di contesto e di tecnologia, emerge in tutta la sua profondità dentro questo racconto, che evidenzia la storia di una donna diventata ormai insostituibile.

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