Cos’è il protesto bancario e come venirne a capo

Può capitare nella propria vita di incombere in un mancato pagamento, possiamo essere noi i soggetti che non hanno rimborsato un debito oppure possiamo trovarci dall’altra parte, ovvero avere a che fare con qualcuno che non ci ha pagati. In entrambi i casi la situazione è spiacevole e il soggetto che non ha risarcito il proprio debito dovrà avere a che fare con molta burocrazia e problemi bancari. Per capire come uscire da questa situazione dobbiamo prima fare chiarezza sui punti base, ovvero su che cos’è il protesto bancario e quali sono le sue conseguenze

Cos’è il protesto bancario

Il protesto bancario, spiegato in modo molto semplice, non è altro che un atto pubblico che fa riferimento ad assegni o cambiali non pagate. Chi si occupa di certificare questo atto sono notai, ufficiali giudiziari, segretari comunali e capi di Stanza di Compensazione della Banca d’Italia. I dati del protestato verranno inseriti in una “lista nera” condivisa con tutti gli istituti di credito del paese. Finire in questa lista limita molto le operazioni che si possono fare, ad esempio sarà difficile aprire un nuovo conto o ottenere finanziamenti, dato che tutti gli istituti saranno a conoscenza dei vari precedenti.

Come evitare di essere protestati

Purtroppo il numero di persone protestate è sempre più in aumento, e malgrado ci siano dei rimedi, sarebbe comunque meglio non finire mai in quella famosa lista nera. Per non incorrere in problematiche simili, ricordiamo che non bisognerebbe mai versare assegni o cambiali senza copertura. Per quanto riguarda i finanziamenti, sarebbe meglio mettere da parte la somma che equivale al pagamento di una o due cambiali, così da non rimanere scoperti. Se ci si accorda in anticipo con il creditore possiamo anche decidere di emettere un assegno “senza protesto” che eviterà quindi spiacevoli conseguenze.

Se però nonostante tutte le accortezze finiamo per essere protestati, ci si può rivolgere a delle società che si prendono il rischio di aprire un conto per protestati, come noi di Contoprotestatiservice.it.

Come cancellare il protesto

Cancellare il protesto non è sempre facile, può anche cambiare se l’azione di regresso è un assegno oppure una cambiale.

Per quanto riguarda gli assegni si ha tempo 60 giorni per risarcire il proprio debito dal momento in cui non è avvenuto il pagamento. Se si rispettano queste tempistiche non ci sarà iscrizione al CAI. Se invece si supera il limite massimo di tempo la cancellazione non sarà immediata ma bisognerà aspettare almeno un anno e richiedere la riabilitazione.

Per quanto riguarda la cambiale invece si ha tempo un anno per poter saldare il proprio debito ed effettuare la cancellazione. Se invece si va oltre il tempo massimo, bisognerà prima procedere con la riabilitazione.

In entrambi i casi, prima saldiamo il debito prima avverrà la cancellazione e evitiamo di procedere con la riabilitazione e procedure burocratiche lunghe e laboriose.

Come aprire un conto se sei un protestato

Prima di aprire un conto per protestati conviene saldare i propri debiti e richiedere la cancellazione del proprio nome del registro all’Ufficio Protesti della Camera di Commercio. Se invece è passato già un anno e quindi siamo andati oltre il tempo massimo, bisognerà ottenere la riabilitazione attraverso una richiesta al Presidente del Tribunale.

Se nel mentre ci si ritrova senza un conto corrente, ci si può rivolgere alle banche per protestati. Ci saranno alcuni limiti sulle operazioni che si possono fare ma le più importanti saranno permesse: il domicilio delle utenze, la gestione dei bonifici, effettuare pagamenti e accreditare il proprio stipendio.

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